Obiettivo Regno Unito: specializzazione in Inghilterra

SJT

5 commenti

Eccomi, con un post sul tanto atteso SJT!!!!!
Ora che sono qui a casa a Firenze sembra quasi che sia successo tutto una vita fa, e invece era solo ieri l’altro.. Vediamo di farvi un resoconto dettagliato prima che le sensazioni spariscano o vengano modificate troppo dall’ansia dell’attesa.
Che cosa raccontarvi?

La prima cosa che mi salta in mente quando penso al fatto che ho fatto l’SJT è: E’ andata… per quanto adesso possa sperare di averlo fatto bene, per quanto possa impegnarmi negli ultimi 3 maledetti esami, per quanto possa sognare di essere presa al primo colpo senza dover aspettare le “riassegnazioni” (così descrivo alla gente che cosa significa essere short-listed) non c’è più niente che possa fare. Niente.
L’idea di dover aspettare praticamente 3 mesi con il mio test già compilato da qualche parte, con i miei punteggi già lì a disposizione (o quasi), e con nessuna possibilità di migliorare le mie possibilità di essere presa mi fa impazzire! In questo momento la frase più ansiogena nella mia testa è 25 Febbraio!

Ma a parte questo….. parliamo del test in sé e per sé.

Eravamo circa una settantina, in uno stanzone piuttosto grande all’interno di un edificio della University of London Union. Questa venue era praticamente dietro il British Museum e a due passi dalla stazione di Euston, in un quartiere con milioni di università (o per lo meno alcuni dei loro edifici), residenze universitarie, librerie… Il piano terra del posto in cui ci dovevamo recare era una sorta di bar-mensa, con accanto il piccolo University Shop, al piano di sotto c’era addirittura una piscina che si intravedeva dalle scale. Bellissimo!

Il test era alle due e ci avevano chiesto di esser lì una mezz’ora prima. Io ho incontrato Chiara (la mia migliore amica, che vive a Milano e si trovava a Londra questo week-end) davanti a Euston all’una, e con lei sono arrivata a piedi alla venue, in circa 10 minuti. Dopo un cappuccino (per lei perché io qui cominciavo ad essere veramente nervosa), siamo salite al terzo piano dove c’era una tipa ad accoglierci, che controllava le fotocopie della mail di conferma della prenotazione al test. Dentro l’aula i posti erano già assegnati ed io ero seduta in cima, davanti agli esaminatori (medici? segretari? gente del GMC? non so). Loro erano tipo 5, di cui 3 ragazze erano veramente giovani, cosa che mi ha sorpresa. Ovviamente loro erano tutti vestiti “professional”.

Sul tavolo avevano già la griglia delle risposte personalizzata per ognuno di noi. Era una di quelle griglie rosse per la lettura automatica computerizzata, in cui bisogna annerire la casellina della risposta.
Questa modalità era molto comoda per quanto riguarda il secondo tipo di domande (quello in cui bisogna scegliere 3 risposte) ma per l’altro l’ho trovata davvero rognosa! E’ una cavolata, però mi sono sbagliata un paio di volte ad annerire le caselline… Avevamo ABCDE ognuno a formare una propria riga ed 12345 nelle colonne, a fianco delle lettere. Quindi se la B (seconda riga) era la prima opzione in ordine di preferenza dovevamo annerire la casellina sotto la colonna dell’1,  se la E (ultima riga) era la seconda opzione, la casella da annerire era quella sotto la colonna del 2… Insomma, era piuttosto macchinoso! Ma ovviamente non un grosso problema.

Il tempo per me è stato appena sufficiente. Forse gli altri hanno terminato con tutta calma, ma io sono riuscita a finire tutto perché ci ho fatto attenzione durante tutto il test. Addirittura come linea generale mi ero calcolata a quale domanda dovevo essere a determinati tempi, in questo modo mi sono accorta che stavo rimanendo indietro ed ho dato un’accelerata. Alla fine ho riempito l’ultima casellina esattamente nel momento in cui la ragazza ha annunciato che mancava un minuto!! Argh. Minuto passato ad esser certa di non aver riempito male qualcosa della prima tipologia di risposte, date le mie difficoltà iniziali! :)
All’uscita ho sentito qualche ragazzo (inglese) che commentava che negli ultimi 10 minuti dovevano fare ancora un sacco di domande… Insomma, diciamo che se dovessi decidere io, per 70 domande metterei sicuramente del tempo in più! (Ah, c’era un grosso orologio sul muro, ben visibile a tutti).

E parliamo anche del tipo di domande…… Mmmmh. Diciamo che parte erano simili a quelle del libro su cui mi ero preparata, ma ho trovato le risposte meno scontate. Questa è ovviamente una mia sensazione, probabilmente dovuta al fatto che le domande sui libri si assomigliavano le une con le altre. Però anche le domande per le quali sapevo quale linea di condotta tenere mi hanno messa leggermente in difficoltà.
Invece c’erano altre domande che mi hanno lasciata veramente spiazzata, in particolare le numerose domande in cui lo scenario rappresentava una situazione in cui il paziente non era normalmente il tuo paziente (magari eri in un turno di notte, oppure nel week-end) e ti venivano chieste informazioni (dai parenti, per telefono, ecc). Ecco, questo tipo di domande le ho trovate particolarmente difficili da affrontare.
Altre risposte ancora non avevano senso se considerate da sole, senza aggiungerle a quelle precedenti.. Ovvero, magari nel mio immaginario la cosa ideale era l’opzione B, ma solo se prima potevo fare anche A… però la risposta A da sola non mi andava bene, mentre la B non contemplava la A. Non so se mi sono spiegata, ma credo che questo sia il massimo che posso fare..

Non saprei che altro raccontare.. Mi sono sorpresa che la maggior parte di chi ha fatto il test mi è parso che fosse inglese. Cioè, io mi aspettavo che saremmo stati tutti stranieri, invece tutti quelli che ho sentito parlare all’uscita erano inglesi! Beh, probabilmente anche perché gli stranieri erano quasi tutti da soli e non si sono fermati a chiacchierare, ma gli inglesi erano sicuramente più di quello che mi aspettassi!

La mia sensazione personale è che non ho modo di sapere com’è andata. Veramente non ne ho idea. Ovviamente temo che sia andata male, a causa di tutte quelle domande che mi hanno messa in difficoltà, ma ora è inutile focalizzarsi su queste sensazioni perché tanto è consegnato e, soprattutto, non è detto che abbia risposto male. Quindi bisogna solo attendere con fiducia (e speranza!).

Dopo il test me ne sono andata a fare shopping in Oxford Street, e vi lascerò con questa fotina di Londra.. non che sia un gran ché ma ci sono le lucine di natale e gli autobus londinesi, quindi mi accontenterò. D’altronde l’UNICA foto che ho fatto…. ehm! Un bacione a tutti!

 

luci e bus a londra

 

PS: Ovviamente se avete una qualsiasi domanda sul test sono disponibilissima a rispondervi, quindi non esitate a scrivere!

5 thoughts on “SJT

  1. Fede un in bocca al lupo enorme, sei stata bravissima e coraggiosa ad arrivare fin qui!! Non mollare, io continuo a seguirti, è appassionante!
    Ti volevo ringraziare perche metti la tua esperienza al servizio di quelli che, come me, forse un giorno vorranno intraprendere la tua stessa strada.

    Ancora buona fortuna, anche con gli studi!

    Andrea

  2. Ciao, volevo sapere il tempo che avevi a disposizione per rispondere alle 70 domande. Grazie

  3. Pingback: FP Situational Judgement Test | Barcielonda

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