Obiettivo Regno Unito: specializzazione in Inghilterra


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Oh wow!

Mi rendo conto che questo è il terzo post in tre giorni, ma sfrutto l’onda dell’adrenalina per raccontarvi con il giusto entusiasmo la giornata di oggi.

Sveglia – ore 5.20
Sono talmente elettrizzata all’idea del giro visite con i big bosses (tipo primari) che mi alzo subito ed esco per le 5.45.

Arrivo in ospedale – ore 7.00
Puntualità impeccabile, batto sul tempo persino Joy! Eheh! Giro visite rapido ma non troppo. per le 8.30 circa abbiamo finito ed io e Ameera ce ne andiamo in cerca di qualcosa da fare dato che Joy, i big bosses, Ara (un altro specializzando) e Arash (quello che di solito fa tutto il paperwork, l’ultimo della catena del team di vascular) vanno a fare un meeting a cui noi studenti non siamo allowed. Però lasciamo il numero di telefono a Joy e lei ci manda un messaggio così che possiamo vedere la seconda parte del meeting, sui vari farmaci che di solito i nostri pazienti prendono.

Pratica! – ore 10
Mentre giriamo nel reparto dove ci sono quasi tutti i nostri pazienti incrociamo un altro ragazzo del quinto anno, Zul, a cui avevo detto che non avevo mai fatto un prelievo venoso. Lui mi prende al volo e mi porta da un loro paziente a fare il prelievo insieme alla loro intern.
Zac-Zac ed ecco il mio primo successfull prelievo venoso!! :D

Prima Operazione – ore 10.30
Un bypass femoro-popliteo (chiamato fem-pop bypas, che nome carino), troppo interessante. Il consultant (primario) che operava insieme a Joy ci ha spiegato qualche cosa e siamo riuscite a vedere tutto per bene grazie a degli sgabellini perfetti su cui stavamo in piedi.

Lezione – ore 12.30
Intern Teaching sulle patologie più comunemente misdiagnosticate (?) in pronto soccorso. Molto molto pratico e molto interessante!

Seconda Operazione – ore 14.00
Angioplastica delle arterie iliache. L’operazione era endovascolare quindi ci abbiamo capito il giusto, ma una delle infermiere di sala dopo ci ha spiegato tutto e poi ci fatto vedere gli strumenti ed abbiamo potuto “giocare” con i palloncini che utilizzano per dilatare il lume dell’arteria e con alcuni stent che lei aveva messo da parte. I palloncini sono durissimi, pensavo che fossero molto meno rigidi! Invece gli sent non sono niente di particolare ma costano un occhio della testa! eheh!

Terza Operazione – ore 16.00 (circa?)
Biopsia dell’Arteria Temporale. Ci avviamo verso la sala dove sono i pazienti in pre-op ed incrociamo Joy, che ci guarda e fa “chi si scrubba con me?”. Ah, in italiano il termine corretto credo proprio che sia lavarsi ma non mi piace proprio quindi userò quello inglese (to scrub) italianizzato.
Io e Ameera ci guardiamo e riesco a farmi avanti io (yeeee! sto imparando), però con molta franchezza vado da Joy e le confesso di non essermi mai scrubbata in vita mia e non avere la più pallida idea di come caspita si faccia. Si mette a ridere e mi consiglia di chiedere all’infermiera che prima ci aveva spiegato tutte quelle cose. Quindi rintracciamo l’infermiera e lei mi insegna tutto quello che c’è da sapere. Addirittura ha aperto i camici da sala sterili ed i guanti per farmi provare per bene!
Mi scrubbo e corro in sala perché Joy sta già iniziando l’operazione.
Si prende un pezzo dell’arteria del signore, poi il consultant ci raggiunge, non è contento del punto in Joy ha operato, quindi apre un altro punto del paziente e toglie un altro pezzo di arteria. Nel mentre io aiutavo qui e lì tenendo i divaricatori (quelli piccini). Non mi ha dato fastidio niente, nemmeno il fatto che il paziente fosse lì tutto sveglio e parlante mentre io fissavo dentro il suo scalpo!
Ovviamente, da prima operazione che si rispetti, riesco a toccare un punto non sterile e mi tocca star buona da una parte per un quarto d’ora. Finalmente la nurse mi fa cambiare il guanto (io non avevo idea di che dovessi fare in un caso del genere), e posso tornare a dare il mio piccolissimo aiuto.
Yeah!! Grande successo e grande entusiasmo! Appena finita l’operazione Ameera va via ed io rimango con Joy ed il Mister Consultant. Mi dicono che posso andare via ma io, tutta gasata, mi rifiuto e rimango anche per la quarta operazione! Joy mi guarda sorpresissima perché si aspettava che volessi andare a casa, ma io non desisto e decido di rimanere. Lei deve andare a vedere un paziente ed io vado nella student room a leggermi per bene l’operazione e studiare per una mezz’oretta.
(qui gli studenti hanno un’area in cui possono entrare solo loro con cucina, divani, 2 stanze con 2 tv, letti per dormire, bagni, docce… troppo bello)

Quarta operazione – ore 6.00
Un’altra biopsia dell’arteria temporale.
Arrivo ovviamente troppo presto ed il Mr Consultant mi vede in corridoio. Quando stanno per cominciare mi viene a chiamare e mi chiede se voglio scrubbarmi di nuovo. Certamente!!
Questa volta eravamo solo noi due ed ho guardato il tutto ben bene. Stupendo!

Casa – ore 8.00
Arrivo finalmente a casa dopo 12 ore in ospedale (più quasi due di viaggio, quindi 14 in totale).
Sono così contenta ed eccitata che ho dovuto per forza ripercorrere tutta questa giornata invece che collassare a letto!

Da domani siamo in vacanza fino a mercoledì e mi dispiace pure!! Però domani sera partiamo quindi direi che va piuttosto bene comunque!
Sperando che il tempo si rimetta perché ora c’è un ventaccio orribile e piove. Stamani il cielo era nuvoloso e per tutta la giornata c’è stato un sole bellissimo. Ma dico io.. un po’ di coerenza no??

Oh bene, finito questo resoconto (non so chi è arrivato in fondo)!
Ora mi metterò qui a tentare di non addormentarmi troppo presto (sennò poi domani mi sveglio alle due di notte dati i ritmi di sonno a cui mi hanno abituata.. povera Fede).

Un bacio a tutti!!!!!

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Hum..

Qui i chirurghi, una volta completata la specializzazione, vengono chiamati “Mister” e non più “Doctor”. Ma vi rendete conto??

Mi diverto proprio, oggi è stato meno intenso di ieri ma comunque ho ancora addosso l’adrenalina della sala operatoria quindi sono tutta contenta! Poi mi sono imposta sul tipo del medical team che di solito fa tutto il paperwork e ho fatto qualcosa anch’io (sennò non ci fa fare niente)! eheh!

Quindi non ho molto da raccontare, dovevo solo aggiornare su questi dettagli!

Bon bon. Domani sveglia alle 5.45 che abbiamo il giro visite con i primari e mi tocca essere lì prestissimo! :)

Goodbye y’all (a little bit of Texas is still here)!


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Surgery!

Ed eccomi qui alla fine del mio secondo giorno di chirurgia vascolare, stanca a felice!
La mattina la sveglia è tragica… alle 5.40 sono scattata in piedi (menomale sono riuscita a far sì che la macchina del caffé si accenda da sola per quell’ora) ed alle 6.05 sono uscita di casa… era ancora buio e c’era ancora la luna. Oggi ho anche assistito ad un’alba spettacolare con tutte le nuvole rosa, proprio nel punto in cui la ferrovia attraversa un fiume, che sulla sinistra si getta nel mare… mi sono tirata su con questo spettacolo!

Ieri mi ero troppo depressa… la differenza con medicina è enorme, qui il giro visite (abbiamo circa 20 pazienti o poco meno) dura circa un’ora e mezza, il che fa una media di 4 minuti a paziente.. non male! In realtà è un po’ più lungo, solo che di solito la mia capa (Joy) deve essere in sala per le 8-8.15 quindi la prima parte la facciamo con lei tutta di corsa, mentre l’altra parte la fa un povero specializzando dei primi anni da solo.
Nel team c’è Joy, il resident, io e una ragazza malesiana, Ameera, molto simpatica! Ovviamente ci sono anche i primari ma loro non vengono quasi mai, stanno solo in sala! In più ci sono anche studenti del terzo anno, ma dalla settimana prossima cambiano.
Io e Ameera ieri non siamo andate in sala ma siamo andate nella clinica pre-operatoria (dove tra l’altro abbiamo visto un tumore piuttosto raro), mentre oggi abbiamo fatto tutto il giorno nel theater!!! Abbiamo solo osservato ma è stato davvero troppo interessante! Tutti si sono messi ad un certo punto a spiegarci qualcosa (gli anestesisti, i chirurghi vascolari, i tecnici della sala, ecc) quindi alla fine mi sono annoiata molto meno del previsto! Poi il fatto che c’è Ameera mi aiuta perché lei fa un sacco di domande (tra l’altro è bravissima, risponde sempre a tutto quello che ci chiede Joy!!! Io sembro deficiente in compenso) e quindi anch’io la posso prendere ad esempio. Ottimo.

Insomma, la prima operazione era tutta endovascolare quindi niente di che, due tagliuzzi all’inguine. Per la seconda invece hanno aperto l’addome al paziente e sono orgogliosa di comunicare che non solo ho evitato lo svenimento o il rimettere il pranzo sul paziente (temevo che sarebbe successo dato che non avevo mai messo piede in sala operatoria), ma mi sono messa in prima linea a vedere ben bene quello che accadeva!! Un po’ orribile quando han tirato fuori l’intestino tenue e l’hanno imbustato, mi è venuta in mente la mia mamma con il sottovuoto, ehm. E anche quando il chirurgo capo ha infilato una mano proprio dentro la pancia del poverello per sentire un’arteria… ma per il resto è stato decisamente molto entusiasmante!!

Io ed Ameera probabilmente non faremo molto di pratico, per ora siamo state addette all’inserimento di cateteri e sono già felice con questo, anche se spero che prima o poi ci faranno scrubbare! Poi durante il giro visite mi sono messa a dare una mano ed è bello sentirsi utili! :)

Insomma, il primo giorno di sala operatoria è stato decisamente rivelatorio! Ora vediamo come sarà tra una settimana di questa vita perché dubito di riuscire a reggere il ritmo. Oggi sono uscita alle 5.45, il che fa esattamente 10 ore e mezza di “lavoro”… argh!

Poi sono andata con la Franci a mangiare a casa di amici quindi non ho potuto studiare niente, anche se volevo mettermi a rivedere qualcosa perché Joy ogni tanto prende e fa delle domande cattivissime e mi sento troppo impreparata! Disastro!!! Mi devo troppo riscattare! Poi sarà che a volte nemmeno capisco che cosa mi ha chiesto (mi mette un po’ in soggezione) e questo sicuramente migliorerà col tempo, ma insomma… non si può mica così!
Lei è proprio una tipa estremamente…. chirurga, diciamo! Cioè, molto pratica, molto rapida e precisa nelle cose che fa. Non si dilunga troppo in chiacchiere coi pazienti, ma prima di tutte le operazioni ci ha spiegato qualcosa su che cosa doveva essere fatto. Ovviamente non conoscendo l’operazione dettagliatamente poi noi ci abbiamo capito poco (per quella endovascolare, l’altra me l’ero studiata prima di entrare quindi è andata meglio), ma mi sono divertita lo stesso.

Insomma, ieri a pranzo volevo scappare, oggi sono decisamente molto molto molto più contenta! :D :D

Domani abbiamo una lezione con i ragazzi del terzo anno per mettere cateteri su un manichino. Poi spero di nuovo theater!

Bon, devo andare a letto (e a bere la mia tisanina) che non capisco più niente…

Ciaoooo!


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Self Studying ‘sto cavolo! (speriamo che almeno funzioni)

Incredibilmente sono già qui a scrivere. Non so se c’è qualcuno a leggere ma sicuramente prima o sarò da qualche parte nel mondo a rileggere queste parole e ripensare a questo periodo in Australia, quindi tempo sprecato non lo è!

Oggi mi sono disperata troppo perché un amico ci ha spiegato (o meglio, lo ha spiegato alla Franci e poi lei lo ha ridetto a me) che qui alla monash hanno un metodo molto innovativo di insegnamento: ti lasciano da solo in tutto!!! Lo chiamano “self studying” ed hanno visto che è il metodo migliore per far imparare agli studenti come stare in reparto… (La loro facoltà è rinomata a livello Australiano e Mondiale e tutti gli hanno danno un premio al miglior neolaureato tirocinante ed è un sacco di tempo che lo vince sempre la Monash)!

I ragazzi qui fanno due anni di studi generali (con pochissime lezioni, la maggior parte sono tutte cose che devono approfondire loro da soli) e poi li buttano in reparto.. qui non c’è nessuno che dice loro “fate questo, fate quello” e che li tiene per mano (come invece fanno con noi in Italia) ma devono arrangiarsi da se’.
Se vogliono imparare devono buttarsi e trovarsi cose da fare (scrivere in cartella, fare discharges, fare un esame a qualcuno, prelievi, mettere aghi-cannula, ecc).

Una follia! Però poi al quinto anno loro sono effettivamente in grado di occuparsi di un paziente. Noi invece tutto quello che possiamo fare è ciondolare dietro ai medici e aspettare che qualcuno abbia pietà e ci dica che cosa fare o ci illumini con una spiegazione.

Questo ci ha portate a sentirci un po’ perse, senza un’idea di come funzionino le cose, senza una guida che ci dica “guarda che dovresti fare questo e quello”, in un mondo e un ambiente completamente diversi da come eravamo abituate. Le prime settimane sono state dure anche così, assistendo un po’ come semplici osservatrici (e con il minimo di pratica dove ci chiamavano: prelievi, agocannule, esami obiettivi per fare pratica), ma da una settimanetta buona è sopraggiunto lo sconforto più totale.. Non mi sento stimolata a fare domande, mi sento messa da parte dal mio medical team perché anche loro non sanno bene come comportarsi con me e non sanno che cosa possono chiedermi e che cosa invece no. Con il risultato che io mi arrabbio e per testardaggine non chiedo di fare una cosa perché loro non mi hanno mai detto di farla (vedi: scrivere sulle cartelle cliniche), e loro non mi chiedono di farla dato che non ho mai mostrato interesse.

Ma d’altra parte se ci penso mi sale una rabbia!! Certo che non ho mai mostrato interesse: la prima volta che mi hanno detto “vuoi scrivere in cartella?” era il primo giorno di reparto e tra un po’ non sapevo nemmeno più come mi chiamavo tanto ero confusa dalle cose, e da lì più niente… Aaah, quanto sono complicate le cose.. Certo che un minimo di tutorial su come funzionano le cose in ospedale ci avrebbe fatto molto bene ma vabbé, ormai è andata così.

Comunque, tirando le somme qui se ti proponi nessuno ti dirà mai di no, anzi sono tutti più che contenti di darti una mano. Ma se aspetti che qualcosa ti piombi tra le braccia puoi aspettare anche tutta la mattinata ed alla fine dei conti avrai imparato un decimo di quanto avresti potuto imparare.

E da qui la conclusione che non possiamo continuare così ma dobbiamo per forza adeguarci al loro metodo se vogliamo sfruttare al massimo questa esperienza. Sono terrorizzata all’idea di dovermi proporre così di mia spontanea volontà, sono veramente poco in grado (ma ora che ci penso le cose più interessanti che mi sono capitate derivano dal fatto che mi sono auto-proposta per qualcosa), ma a questo punto forse ora c’è solo da imparare, sia a buttarsi che a fare il medico!

Buona notte ragazzuoli!
PS: è stato decretato con la Franci che non posso dormire troppo quindi mi tocca aspettare fino alle 11 per addormentarmi. Ultimamente sono andata a letto prestissimo (tipo per le 9.30) e le ultime mattine mi hanno vista con gli occhi sbarrati dopo 7 ore di sonno a guardare la sveglia non ancora suonata e rimettermi a dormire (con il solo risultato di svegliarmi tardi ancora più assonnata di quanto non lo fossi prima). Quindi il pensiero che forse potrebbe essere più produttivo aspettare a dormire e dormire un po’ di meno…. io mi domando che cosa mi hanno fatto quaggiù???????? Sono diventata una che ha bisogno di dormire poco!?!!!?!!?!?!?!???!??